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TOMOGRAFIE SISMICHE CROSS-HOLE
La presenza di fori di sondaggio a distanza relativamente vicina (max 20 m) e appositamente condizionati (v.dettagli) può consentire un approccio di tipo tomografico; la cosiddetta tomografia cross-hole è applicabile per la determinazione della distribuzione delle velocità sismiche (generalmente solo in onda P) lungo sezioni passanti per i fori.
La tomografia sismica è infatti un metodo che consente di individuare anomalie nella velocità di propagazione delle onde sismiche con un elevato potere risolutivo offrendo la possibilità di ricostruire situazioni stratigraficamente complesse, non facilmente risolvibili con differenti tecniche di indagine. Per questo tipo di prospezioni occorre avere un numero maggiore di sorgenti e di ricevitori.
Le operazioni di acquisizione e registrazione dei dati sismici prevedono l’utilizzo di un sismografo digitale multicanale, con intervallo massimo di campionamento di almeno 0.1 ms, con possibilità di filtraggi, stacking., ecc..
Per la rilevazione dei dati relativi alla velocità delle onde P vengono posizionati una serie di geofoni (o “catena di idrofoni”) monodirezionali verticali equispaziati all’interno di un foro condizionato e riempito di acqua, al fine di ottenere un ottimo accoppiamento tra i sensori e le pareti circostanti del foro. In superficie, lungo l’allineamento delle perforazioni, si possono posizionare altri geofoni per incrementare la risoluzione dell’indagine, in particolare, dei livelli più superficiali del sottosuolo.
La fase d’acquisizione viene effettuata posizionando nel secondo foro la sorgente sismica a profondità prestabilite. La sorgente sismica da foro, dotata di sistema di ancoraggio pneumatico o meccanico, può essere costituita da un energizzatore di tipo meccanico o elettromeccanico per onde "P” o di tipo esplosivo (fucile); in quest’ultimo caso anche il foro di energizzazione deve essere riempito d’acqua.
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